La Blizzard Arena ospita tutte le squadre dell'Overwatch League, ma la preferenza verso il verde dei Valiant e il viola dei Gladiators è evidente. Le due squadre di Los Angeles hanno goduto di un incredibile supporto da parte del pubblico di casa per un'intera stagione, lasciando soltanto immaginare alle altre squadre quale sarebbe stato il responso del loro pubblico e quali benefici avrebbe potuto portare un tale vantaggio. Alcuni giocatori hanno viaggiato molto durante la pausa al termine della stagione per scoprirlo e sabato scorso è stato il turno dei San Francisco Shock, che hanno ospitato la seconda parte della California Cup nella Esports Arena di Oakland.

È stata la prima trasferta della squadra al completo nella propria regione d'appartenenza. L'obiettivo dei membri della squadra era dimostrare il proprio valore a una folla di fan assetata di vittoria, e anche di un pizzico di vendetta, dopo la vittoria della prima edizione della California Cup da parte dei Valiant per 3 a 1 a Santa Ana qualche settimana prima. L'evento ha rappresentato anche una grande opportunità per l'intera organizzazione di raccogliere dati sul pubblico locale, su cosa attira il loro interesse e con quale probabilità sceglieranno di partecipare come spettatori alle partite in casa e di acquistare merchandise.

"New York ha i Five Deadly Venoms, noi vogliamo lo stesso," ha detto Crystal, rappresentante di un marchio che ha passato l'intero pomeriggio a sottoporre sondaggi ai fan accanto a un pachimari a tema San Francisco Shock fatto con le sue mani. Dando un rapido sguardo a tutto l'arancione nella stanza (un sacco di arancione), si può ben capire che i fan di San Francisco sono più che pronti a mostrare con orgoglio i loro colori al resto del mondo.

Alcuni di loro, come il trio Aldon, Shelby e Nick, sono pronti più che mai all'azione.

"È sempre bello innamorarsi di una squadra che rappresenta la tua città d'origine," ha detto Aldon. I tre amici sono stati tra i primi a mettersi in coda per la sessione d'autografi che ha dato inizio all'evento. Shelby è riuscita a completare la sua collezione di autografi iniziata nei precedenti incontri con i fan e alcuni giocatori hanno persino riconosciuto Nick, che potrebbe perfettamente essere scambiato per gemello del cecchino dei NYXL Do-Hyeon "Pine" Kim.

"Gli Shock rappresentano la Bay Area ed è emozionante sentirci rappresentati e incontrarli dal vivo, perché ora fanno parte della nostra cultura," ha aggiunto Nick. "Non solo nei videogame, ma anche a livello sociale."

Gli Shock hanno molti altri fan come loro, che conoscono gli alti e bassi dei giocatori della squadra, incluse le relative personalità. Andrej "Babybay" Francisty, ha aggiunto Aldon, "non solo può fare la dab, ma sa anche renderla divertente". Gli altri partecipanti di sabato, però, erano ancora alle prime esperienze.

È stato il caso di Joshua e Genesis, entrambi giocatori veterani di Overwatch che hanno scoperto la California Cup solo tramite la pubblicità di Eventbrite. Genesis segue l'Overwatch League e si considera una fan dei Seoul Dynasty e dei Gladiators; Joshua invece è ancora indeciso.

"Voglio vedere se sono in grado di stupirmi con le loro azioni," ha detto riferendosi agli Shock.

"Darei loro il mio pieno supporto se facessero più spesso questo tipo di eventi," ha aggiunto Genesis. "Sì, continuate così!"

I fan degli Shock non hanno solo accolto bene l'idea di fare il tifo per la squadra locale, ma anche quella di farlo contro le altre squadre. Più un avversario è odiato, più il pubblico di fan si fa generalmente sentire e sabato vi è stata la prova che la rivalità tra squadre dello stesso stato è più accesa che mai su Overwatch. Nessun rancore, LA, fa solo parte della cultura della Bay Area.

"Noi adoriamo le sfide dirette tra Warriors e Lakers, tra Raiders e Chargers, tra Giants e Dodgers e tra Sharks e Kings," ha spiegato Aldon. "Siamo sempre alla ricerca di cose del genere. Con gli Shock e le due squadre di LA, aspettiamo sempre con ansia gli scontri diretti che li vedono protagonisti, ma i Valiant si sono sempre rivelati una grande spina nel fianco, ben più dei Gladiators, quindi credo che la rivalità sia ormai legata indissolubilmente a noi fan. Sono sempre stati un passo più avanti a noi e, soprattutto da quando hanno vinto la Pacific Division, vogliamo batterli a qualunque costo, mettendo in campo i nostri eroi migliori per dimostrare loro che sì, stiamo arrivando".

"Abbasso LA!" è un coro comune tra tutti i nativi della California del nord ed è stato anche quello più sentito durante tutta la giornata, ma l'orgoglio regionale non si è limitato a quello. Durante lo scontro Eroi misteriosi, Torbjörn è diventato il settimo membro ufficiale degli Shock e ogni giocatore dei Valiant che uccideva un Torbjörn degli Shock veniva fischiato sonoramente.

Un altro motivo di derisione per i fedelissimi di SF è stato il fatto che Indy "Space" Halpern, la stella tank multiruolo dei Valiant, si è ritrovato il suo eroe preferito più volte, scatenando cori come "È un complotto!"

"Sarebbe stato divertente giocare anche altri eroi," ha detto Space sorridendo e scrollando le spalle. "Ma con D.VA la vittoria era praticamente assicurata."

"Abbiamo davvero una sfortuna incredibile, è pazzesco," sì è lamentato Babybay. "Si sono ritrovati la composizione migliore sin dall'uscita dall'area di partenza."

Potrebbe risultare difficile per chi viene da fuori prendere questa rivalità così seriamente in un contesto del genere, soprattutto quando durante l'intermezzo venivano trasmessi video leggeri e scanzonati con protagoniste entrambe le squadre per promuovere l'evento. Collaborare con gli Shock in una giornata intera di riprese è stata l'occasione per instaurare un legame più forte tra i membri della squadra, secondo Space, che ovviamente non vede l'ora di poter redimersi in almeno una delle categorie.

"Probabilmente il basket... è stata una cattiva idea," ha ammesso. "Siamo stati lì a lanciare palle a caso per un'ora. Alla fine ci siamo detti 'Va bene, abbassate il canestro così almeno riusciamo a metterne dentro almeno una.' Tutto il resto è stato molto divertente."

A Oakland le due squadre hanno condiviso una comoda area dietro le quinte che sembrava più la stanza di un dormitorio. Qualsiasi strategia dell'ultimo minuto sarebbe stata comunicata solo tramite telepatia. Nonostante la rivalità tra i giocatori sia sempre stata di natura amichevole, riflette le differenze che hanno sempre diviso gli abitanti di questo stato. I fan lo sanno e anche gli Shock. Lo hanno detto anche prima dell'inizio della stagione inaugurale, definendosi come gli ultimi arrivati amanti del divertimento in contrasto con l'immagine di serietà che caratterizza i Valiant.

"Vogliamo davvero battere i Valiant, è sempre stato il nostro obiettivo," ha detto Babybay. "Vogliamo essere la migliore squadra della California. Non solo del mondo, ma anche della California a livello regionale. Sarebbe bello avere quel titolo."

Gli Shock sono riusciti a guadagnarsi quel titolo, almeno per il momento, dopo aver battuto per 3 a 0 i Valiant nello scontro competitivo che ha posto fine all'evento. La squadra è riuscita a far tornare ad allenarsi l'attaccante multiruolo Jay "Sinatraa" Won e il giocatore di supporto Grant "Moth" Espe al termine dell'Overwatch World Cup, mostrando grande coesione durante la partita, grazie alla quale sperano di poter dare più peso alle abilità individuali già ben evidenti nell'attuale formazione.

Fonte di ancora più soddisfazione per gli Shock in veste di organizzazione, però, è stata la sensazione di poter giocare davanti al pubblico di casa. Il loro pubblico. Con una capacità di circa 800 spettatori, hanno ufficialmente partecipato più persone all'evento della Esports Arena Oakland e, di conseguenza, più fan degli Shock rispetto a qualsiasi altro evento organizzato nella Blizzard Arena.

"Venire qui e vedere tutto quell'arancione è stato pazzesco," ha detto Babybay. "È tutto strapieno, è incredibile. Vedere tutta questa partecipazione ti fa capire che ha davvero senso costruire arene in ogni città rappresentata da una squadra dell'Overwatch League. Qui abbiamo fatto il pienone e sono sicuro che potremmo fare lo stesso anche in altre arene. È davvero emozionante."

"Non mi ero mai reso conto di quanto numerosi fossero i fan degli Shock fino al momento in cui li abbiamo visti con i nostri occhi," ha aggiunto Space. "Non tutti possono partecipare di persona alle partite che si svolgono a LA, quindi è bello vedere che ogni città possiede un gran numero di fan che nonostante le difficoltà logistiche sono pronti a dare supporto alla propria squadra."

Opportunità come queste non si presentano spesso per gli Shock e per questo motivo hanno cercato di fare di tutto per rispondere adeguatamente all'affetto dimostrato dai fan. I giocatori avevano già tenuto una lunga sessione di autografi prima della partita, ma dopo aver ricevuto il trofeo della California Cup ed aver posato per le foto, ognuno di loro è rimasto nei pressi del palco per concedere altri autografi su svariati indumenti e persino sulla fronte di un fan, concedendo a tutti loro altri bei ricordi da portare a casa.

Poco distante, Drew Miller, il direttore del marketing e degli eventi degli Shock, osservava con interesse lo svolgersi delle attività. "Nonostante abbiano avuto una giornata lunghissima, un volo la mattina presto e che siano a dir poco esausti, guardateli," ha commentato. "Ho detto loro che potevano stare con i fan quanto volevano. Credo che questo evento abbia un grande significato e spero sia solo un assaggio di ciò che vedranno in futuro."

Miller ha aggiunto che è rimasto impressionato non solo dall'affluenza, ma anche dall'intensità della risposta dei fan. "Credo che i nostri fan siano davvero i migliori di tutti. Sono venuti in tantissimi e a ogni evento diamo sempre in giro bandiere con i nostri colori, quindi è davvero emozionante vedere che tutti le portano con sé."

Mentre i Valiant si ritiravano dietro le quinte, un giovane fan avvolto in una bandiera degli Shock si è lanciato in un'ultima provocazione. "Ehi, Valiant!" ha urlato, per poi avvicinare il pollice e l'indice alla fronte, a formare una L, in quello che è universalmente conosciuto come il simbolo che rappresenta l'espressione "Noi abbiamo vinto, voi no."

È stata una conclusione degna di ciò che darà vita a una bellissima rivalità.

Fotografie: Samuel T. Chen e Emerald Gao.